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Tribunale francese dichiara illegittimità del respingimento dei minori stranieri

“Illegittimo” il respingimento a Mentone di un minore straniero non accompagnato

Un tribunale francese (il tribunal administratif de Nice) riconosce l’illiceità del provvedimento di un ragazzino eritreo bloccato appena dopo il confine italo-francese. Un caso che peserà anche in futuro

É un caso che farà giurisprudenza quello del minore straniero non accompagnato per il quale il Tribunale amministrativo di Nizza ha emesso da poco un’ordinanza che bolla come illegittima la pratica dei respingimenti immediati al confine franco-italiano.

Tutto è cominciato il 12 gennaio scorso quando un ragazzo eritreo di soli 12 anni è stato bloccato e arrestato dalle forze di sicurezza francesi una volta giunto alla stazione di Mentone-Garavan, poco oltre il confine con italo-francese Ventimiglia e per lui è scattato il cosiddetto “refus d’entrée”, cioé il rifiuto di ingresso in Francia, un respingimento in piena regola come avviene da fine 2015, da quando i controlli interni alla frontiera italo-francese sono tornati ad essere una norma.

Il respingimento è stato subito contestato da Anafé (Associazione Nazionale per l’Assistenza degli Stranieri alle Frontiere) che ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo di Nizza, chiedendo l’annullamento del provvedimento con domanda d’urgenza in base all’ articolo L. 521-2 del Codice di giustizia amministrativa francese.

La decisione del tribunale amministrativo francese

Una domanda accolta dal giudice del Tribunale Amministrativo di Nizza: ha ritenuto infatti che la decisione di respingere l’ingresso nel territorio dello Stato francese ad un minore straniero rappresenti una violazione illecita e grave dell’interesse superiore del minore, garantita dalla Convenzione internazionale sui diritti del minore.

Secondo la sua ordinanza sarebbero state violate diverse normative, nazionali e internazionali, a cominciare dalla Convenzione sui diritti al regolamento di Dublino che prevede percorsi di ricongiungimento familiare per i minori non accompagnati che entrano nell’UE.

Il ragazzino quindi è stato rilasciato con regolare lasciapassare per l’ingresso in Francia. Lì il suo caso verrà
valutato alla presenza di un interprete qualificato e per lui ci sarà pure un indennizzo.

Una decisione che ovviamente è stata accolta con favore da Anafé come conferma il suo presidente, Alexandre Moreau, anche se comunque rimane ancora molto da fare per garantire il pieno rispetto da parte delle autorità francesi dei diritti di tutti i minori che varcano il confine.

I minori stranieri non accompagnati

Secondo un recentissimo rapporto diffuso da Intersos, a fronte di un numero complessivo in diminuzione di minori non accompagnati sbarcati in Italia (12.656 nel 2017 a fronte degli oltre 25mila del 2016), resta alta la quota di chi si rende irreperibile, perché sono stati più di cinquemila nell’anno appena concluso.

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Intersos lamenta che accanto ai respingimenti collettivi sistematici alle frontiere nel nord dell’Italia, ci sono anche violazioni ripetute dei diritti dei minori, come il trattenimento forzato, accompagnato da violenze fisiche e verbali da parte della polizia francese.

E il minore eritreo in questione? Una volta libero è subito sparito, raggiungendo il fratello che vive da tempo in Germania. Ma il suo caso potrebbe spalancare la strada ad altri ricorsi, aiutando migliaia di ragazzi a far valere i propri diritti almeno in quei Paesi occidentali che vengono considerati civili.

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