Migranti, in sette bloccati a Genova. Credevano di essere in Francia

Sette giovani eritrei sono stati sorpresi su un tir diretto in Campania: erano saliti nella notte a Ventimiglia pensando che il mezzo fosse diretto in Francia

Disavventura a lieto fine per sette migranti eritrei (cinque maggiorenni e due minori) che volevano raggiungere la Francia e invece si sono ritrovati dalla parte opposta della Liguria.

Nella notte tra il 7 e l’8 febbraio scorsi erano saliti di nascosto a Ventimiglia su un tir diretto in Campania dopo aver caricato dei mobili in Francia.

I migranti erano convinti che si sarebbe diretto oltre il confine francese e invece correttamente l’autotrasportatore, che non si era affatto accorto della loro presenza, stava facendo rotta di nuovo verso il Sud Italia.

Nella notte il camion ha stazionato a Ventimiglia per il riposo dell’autista che la mattina successiva ha ripreso il suo viaggio puntando su Genova prima di prendere l’A1 in direzione Toscana, Lazio e poi Campania, senza rendersi contro che in mezzo ai mobili e agli altri scatoloni caricati sul cassone c’erano sette ospiti imprevisti.

Arrivato all’altezza di Genova, l’autista ha sentito alcuni rumori sospetti provenire dal camion e si è fermato nell’area di servizio di Sant’Ilario, subito dopo il casello di Nervi, per controllare.

Prima di aprire la parte posteriore del mezzo ha contattato la Polizia Stradale, convinto che ci fosse qualcosa di poco chiaro e che meritava un controllo.

Così gli agenti, all’apertura del rimorchio, hanno subito scoperto la presenza dei migranti che si erano probabilmente resi conto di essere saliti sul mezzo sbagliato e avevano quindi provato a scendere in corsa senza riuscirci.

Al di là di un comprensibile smarrimento, si sono presentati tutti in buone condizioni quando sono stati fatti scendere dal mezzo.

In seguiti i cinque maggiorenni sono accompagnati in Questura per la loro identificazione e per la presentazione della richiesta di asilo politico, mente i due minorenni sono stati affidati ai servizi sociali e trasferiti in una comunità.

Per quello che è risultati dai primi interrogatori erano tutti sbarcati insieme in Sicilia lo scorso 19 gennaio e da lì poco alla volta avevano raggiunto il Nord Italia, tappa obbligatoria per passare in Francia che doveva essere la loro meta finale.

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