Favoreggiamento dell’immigrazione a Ventimiglia, la scuola di danza

La condanna del maestro della scuola di danza di Ventimiglia

Cinque anni di galera, 150mila euro di multa. Ecco quanto è costato ad un maestro di danza commettere il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Ma partiamo dall’inizio per ricostruire prima la vicenda e poi il fatto giudiziario di R. S. Hell, di 48 anni, maestro di danza che ha una scuola a Beausoleil, in Francia, ed una a Ventimiglia, in Italia.

L’uomo ha utilizzato la sua scuola di Ventimiglia per ospitare una decina di immigrati irregolari, fra i quali cinque minorenni, e nel 2014 – nel corso di un blitz della polizia alla sua scuola di danza – Hell è stato arrestato.

La decisione della polizia di fare un blitz venne maturata quando in via Hanbury, a Ventimiglia, le forze dell’ordine avevano notato un uomo che si muoveva nervosamente fra un’auto ed il portone della palestra (dalla quale si accedeva alla scuola di ballo di proprietà di Hell).

Decisi a controllare cosa ci fosse di sospetto, avevano fatto un controllo: nella scuola di danza, ha ricostruito la polizia, c’erano dieci persone, due degli adulti erano in auto pronte a fuggire, mentre cinque degli immigrati erano minori, fra i quali anche una bambina di soli due mesi.

Si trattava di immigrati eritrei, che erano sbarcati in Sicilia dopo aver attraversato il Mar Mediterraneo ed erano giunti in nord Italia con l’intenzione di recarsi all’estero.

I poliziotti nel corso del blitz si sono così trovati di fronte ad un gruppo di irregolari che hanno provveduto a sfamare, inoltre hanno portato agli stranieri prodotti per l’igiene personale, soprattutto per la neonata.

Invece Hell è stato denunciato, mentre la sua palestra, la sua auto con targa francese e quattro telefoni cellulari gli sono stati sequestrati.

Poi, per Hell è giunto il momento dell’udienza. Gli agenti di polizia sono stati sentiti nel corso dell’udienza preliminare, prima della discussione, per raccontare come si erano svolti gli eventi.

Mentre deponevano, i poliziotti hanno sottolineato che nessuno degli immigrati aveva accettato di essere foto-segnalato e che era loro intenzione raggiungere la vicina Francia partendo da Ventimiglia.

Non c’era denaro fra gli effetti personali degli stranieri, aveva notato la polizia. Per Hell, il pubblico ministero Antonella Politi aveva chiesto una condanna di sei anni e 150mila euro, mentre i suoi legali, Silvia Malivindi e di Leo, avevano richiesto l’assoluzione.

Infine il Collegio ha quasi integralmente accolto la richiesta della pubblica accusa, abbassando di un anno la pena e condannando Hell al pagamento di 150mila euro.

Cos’è il reato di favoreggiamento dell’immigrazione ?

Il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina consiste in un delitto la cui disciplina è contenuta nell’art. 12 del T.U. 286/98, così come modificato dalla legge 189 del 2002.

Innanzitutto il reato si esplica nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina inteso come ‘atti diretti’ a permettere (o favoreggiare) ad uno straniero l’ingresso nel territorio dello Stato, o di permettere ad un soggetto senza cittadinanza o titolo di residenza di entrare illegalmente in un altro Stato (quindi si tratta di un reato che si applica non solo nel caso di un soggetto che faccia entrare clandestinamente uno straniero in Italia, ma anche che cerchi di farlo entrare in un altro Paese, sempre illegalmente).

Si tratta di un reato a forma libera: il verificarsi dell’evento – che consiste nell’avvenuto ingresso illegale dello straniero sul territorio – non è necessario perché si configuri il reato, dato che, trattandosi di un reato di pericolo e a consumazione anticipata, la giurisprudenza ha più volte ribadito che il semplice porre in essere atti volti a favorire queste condotte illegali integra la fattispecie di reato.

Ovviamente è richiesto il dolo di chi commette il reato, vale a dire la consapevolezza per l’agente di star permettendo l’ingresso in Italia o il passaggio verso altri Stati ad un soggetto che non ha titolo e che non è cittadino (per esempio non ravvisabile nell’ipotesi di un camionista che, del tutto ignaro del fatto che dei clandestini siano saliti nel camion, li trasporti oltre frontiera).

La sanzione prevista per il favoreggiamento dell’ingresso – non solo in Italia, come abbiamo visto, ma anche in altri Paesi – è della reclusione fino a tre anni, e della multa di massimo 15mila euro per ogni persona alla quale si è consentito l’accesso illegale.

Un recente caso imperiese approdato in Cassazione

La Corte di Cassazione ha di recente affrontato un delicato punto sulla questione, vale a dire circa l’applicazione o meno dell’attenuante del danno di speciale tenuità.

Il caso in questione era relativo alla condanna di un tunisino, condannato per aver fatto entrare degli stranieri senza permesso in Francia, ma gli era stata riconosciuta l’attenuante della speciale tenuità perché come compenso per la sua opera aveva ottenuto dai clandestini una somma modesta, di circa 50 euro.

Il Procuratore della Repubblica di Imperia aveva censurato, in Cassazione, l’errata applicazione di questa attenuante e la Cassazione ha effettivamente dato ragione all’accusa.

Secondo la Corte di Cassazione, infatti, essendo questo delitto un reato di pericolo o a consumazione anticipata ed essendo quindi irrilevante l’avvenuta consumazione del reato, ne conseguirebbe logicamente l’impossibilità di applicare l’attenuante, perché secondo la Suprema Corte il bene giuridico tutelato dal reato (l’ordine pubblico) è da presumersi leso con l’avverarsi della condotta e quindi è incompatibile con l’applicazione di attenuanti come quella del pagamento di una somma modesta.

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