Arrestati due passeur con 26 clandestini nascosti tra i bagagli

Due passeur hanno tentato il passaggio alla frontiera a tutta velocità. All’interno dei mezzi sono stati trovati 26 clandestini nascosti tra i bagagli.

La Polizia di Stato di Imperia ha effettuato l’arresto.

Passeur arrestati a Ventimiglia: la vicenda

Grazie ad una serie di controlli effettuati da agenti della Polizia in borghese, dislocati con quattro mezzi intorno a dei punti strategici si è potuto effettuare il fermo e l’arresto di due passeur.

Nel dettaglio, alle 01.15 della notte del 1 giugno 2018 la Polizia ha potuto notare due mezzi che percorrevano la zona della barriera autostradale a forte velocità: una Renault Megane e un furgone Fiat Scudo in arrivo da Ventimiglia, con targhe francesi e con un carico che non è passato inosservato.

Mentre il furgone è stato immediatamente fermato, la Megane ha proseguito a tutta velocità. I Poliziotti, per fermare il secondo veicolo, hanno ripetutamente colpito il mezzo –  che ignaro continuava a scavalcare guard-rail – riuscendo poi a stendere il conducente al suolo ed ammanettarlo.

Una volta aperta la parte posteriore del furgone gli agenti hanno potuto scoprire quanto sospettato. Ben 12 stranieri stipati e nascosti all’interno, posti in maniera disumana dalle etnie più differenti.

Non solo: all’interno dell’automobile hanno potuto trovare altri 14 stranieri – sempre di etnie differenti – messi uno sopra l’altro come bagagli in una stiva.

Una volta portati in Ufficio gli stranieri hanno evidenziato di aver pagato ad una persona non presente, una somma variabile dai 150,00 ai 180,00 Euro.

I passeur sono stati identificati successivamente e si tratta di un pakistano di 24 anni e un afgano di 25 anni: adesso sono all’interno del carcere di Imperia con accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e maltrattamento umano.

I 26 immigrati sono stati identificati e fotosegnalati, in attesa di destino.

L’operazione di successo è stata condotta dalla collaborazione tra il Commissariato di Sanremo e la Polizia di Frontiera di Ventimiglia.

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